C'era una volta un pianeta abitato da esseri che chiamavano se stessi "Uomini" e "Donne".
L'unica acqua che avevano per dissetarsi erano le acque di un lago purissimo.
Tuttavia a volte erano costretti ad attraversarlo per recarsi da una parte all'altra. Allora si toglievano prima gli stivali infangati e passavano tenendoli in mano. Così l'acqua restava pulita.
Un giorno avvenne che un malato di mente ci entrò dentro con gli stivali e ci si mise a sguazzare dentro...
Ci fu chi con dolcezza tentò di parlargli e convincerlo ad uscire.
Ci fu chi prese ad insultarlo e deplorarlo.
Ci fu chi gli lanciò dei sassi per tramortirlo.
Ci fu chi si tolse gli stivali per andare a prenderlo.
E ci fu chi preso dalla collera si precipitò dentro al lago con gli stivali sozzi di fango e di letame...
L'acqua al contatto di tante paia di stivali sozzi si intorbidò, finì per diventare melmosa e imbevibile. Morirono quasi tutti di sete o intossicati dall'acqua contaminata...
Ci volle molto tempo perchè la melma sedimentasse e l'acqua tornasse ad essere potabile e perchè quei pochi sopravvissuti si moltiplicassero di nuovo.
Un giorno avvenne che un malato di mente ci entrò dentro con gli stivali e ci si mise a sguazzare...
Ci fu chi con dolcezza tentò di parlargli e convincerlo ad uscire.
Ci fu chi si tolse gli stivali per andare a prenderlo.
Ci fu chi voleva insultarlo, lanciargli dei sassi, precipitarsi dentro con gli stivali sozzi ma fu fermato e convinto a non farlo dai sopravvissuti memori del disastro passato.
Ci fu chi si tolse gli stivali, li mostrò allo sfortunato mentecatto e gli spiegò il danno che stava facendo.
Ci persero molto tempo ma questi non voleva saperne di uscire dal lago. I sani di mente non desistettero.
Il fango degli stivali di uno solo non riuscì a contaminare l'acqua e tutti divennero molto più consapevoli di quanto fosse importante non cadere nell'errore del matto.
Nel nostro pianeta sta avvenendo qualcosa di simile.
Cerchiamo di non essere tra quelli che per estirpare il male usano i suoi stessi mezzi.
Cerchiamo di non correggere la negatività del mondo producendo altra negatività.
mercoledì 8 ottobre 2008
Metafora per chi sta cercando di migliorare il mondo
Pubblicato da SR a 11:50 1 commenti
Etichette: migliorare il mondo
lunedì 9 giugno 2008
Le Ottime Ragioni per Agire Nobilmente
Un ex-nemico con-vinto
Non si può cambiare il "fuori" senza aver prima cambiato il "dentro".
Come dice il grande ed acutissimo Eckhart Tolle nel suo "A New Earth", il Comunismo sovietico è stato un mirabile esempio di un gruppo di uomini con nobili intenzioni che hanno cercato di cambiare e sostituirsi a un sistema ingiusto agendo solo sull'esteriorità senza intervenire sull'interiorità.
Le qualità morali delle persone che dovevano instaurare il nuovo modo di convivenza civile non sono state curate per nulla !
Il risultato è stato l'instaurazione di un sistema a volte peggiore di quello che aveva soppiantato.
A sostegno di questo, il geniale Einstein, che non poche illuminate affermazioni ha esternato su campi che poco avevano a vedere con la fisica, disse che non si può risolvere un problema utilizzando la stessa maniera di pensare che lo ha prodotto!
Bisogna assolutamente evolvere eticamente !
Bisogna cambiarsi dentro prima di candidarsi a risolvere qualsiasi situazione esterna.
Bisogna imparare a mettere da parte l'ego, ad essere diversi da coloro che si criticano già nella fase in cui li si critica !
In questo periodo storico vedo moltissimi benintenzionati ( non tutti ) che giustamente criticano certi comportamenti, aspirano a spazzarli via, ma non curano minimamente l'esigenza di educare la società secondo l'etica dell'Onestà né tantomeno se stessi o il gruppo di cui fanno parte e con cui conducono le loro battaglie per una società migliore.
Anzi, li vedo troppo spesso cadere nelle trappole del loro Ego, quelle trappole che, una volta al posto di coloro che criticano e che vorrebbero rimpiazzare, li farebbero cadere fatalmente in comportamenti analoghi a quelli che oggi detestano.
Del resto abbiamo visto stimati sindacalisti e difensori di giustissime cause diventare vittime di queste trappole una volta divenuti politici e amministratori.
Immaginiamo che si voglia mantenere un recipiente bucato sempre allo stesso livello d'acqua solo mettendovi dentro continuamente dell'altra acqua senza prima, oppure in contemporanea, tappare i buchi e senza spiegare a coloro che continuano a bucarlo per estrarne l'acqua che gli serve, che si può usare un mestolo o un tubo immerso per prelevare l'acqua senza le nefaste conseguenze di un buco alla base del recipiente.
Oppure immaginiamo di voler convincere un bambino a camminare sulle gambe mentre noi continuiamo a camminare a quattro zampe.
Oppure convincerlo che è possibile e meraviglioso andare in bicicletta, che non si cade affatto di lato, se prima non glielo mostriamo con il nostro esempio.
Oggi si bloccano quelli che fanno "buchi al recipiente" mettendo reti intorno ad esso, o delle sentinelle, o imprigionandoli e poi occorre una sentinella sulla sentinella per far sì che questa faccia bene il suo lavoro e via escalando.
Nessuno mi risulta faccia niente di efficace per far capire a costoro che l'acqua la si può prelevare senza danneggiare gli altri che attingono al medesimo recipiente.
Nessuno gli fa capire che è più facile, più furbo, più efficiente, meno faticoso, usare un rubinetto.
Che è più "figo" fare la cosa giusta piuttosto che quella deleteria anche se appare “furba” e più sbrigativa.
Qualunque cosa adibita a un utilizzo pubblico diventa subito oggetto di approfittamento, abuso, ingordigia, noncuranza, egoismo, spreco e il peggio è che tale atteggiamento viene sentito dai suoi autori come un atteggiamento da furbi, da fighi.
Si confonde furbo con furbesco, essere figo con l'essere privo di scrupoli, mentre il furbo che è menefreghista pensando di danneggiare solo chi è altro da sè danneggia stupidamente anche se stesso!
E che si fa per evitare ciò? Controlli e controllori che poi vengono aggirati, quindi inasprimento dei castighi, controllori che vanno a loro volta controllati perchè sono stati pigri o si sono venduti, quindi si cercano altri modi di permettere l'accesso al recipiente o si restringe l'accesso ad esso indiscriminatamente per cui anche coloro che non lo bucavano verranno penalizzati.
Fino ad appesantire talmente il tutto e renderlo antieconomico, inefficace ed estremamente ingiusto anche verso i giusti.
Quando sarebbe bastato agire alla fonte, convincere tutti a non fare buchi nel recipiente e allora niente più bisogno di controllori.
L'unico controllore efficace è quello che si ha dentro, è la propria educazione, il senso civico, il senso di responsabilità, la lungimiranza del non-egoismo, l'autocontrollo delle proprie pochezze umane e soprattutto il senso del gusto dell'agire nobile, il piacere sottile e profondo dell'agire onesto, la ricompensa costante insita in questo piacere, un piacere che si deve sostituire a quello illusorio e deleterio dell'agire furbescamente.
A quel piacere si può solo sostituire quello di un altro vizio o quello di una virtù.
Nessuno che non sia un asceta o un essere superiore può privarsi di un piacere se non lo rimpiazza in breve tempo con un altro.
Si tratta di sostituire piaceri malsani e deleteri per la convivenza civile con piaceri altrettanto inebrianti, eccitanti, soddisfacenti ma che deleteri non sono.
Bisogna educare il gusto degli uomini. Bisogna fargli assaggiare questi piaceri sani.
Bisogna fargli capire, sentire in prima persona quanto sia piacevole e soddisfacente agire Onestamente e Nobilmente.
Ad esempio si deve far sentire ai Giovani il gusto inebriante del agire civico, etico, nobile. Gli si deve far sentire come si è fighi quando si agisce in tal modo, come e di più dell'essere furbetti, spregiudicati. Il sapore prelibato dell'essere brillanti nell'agire Nobile piuttosto che il sentirsi brillanti nell'agire furbescamente.
Il Giovane vuole sentirsi figo, vuole l'ebbrezza causata da ciò che fa, vuole il permesso e i mezzi per fare tutto ciò che vuole con il minimo sacrificio. Gli si deve far sentire "in bocca" il gusto superiore dell'agire con coscienza, con rispetto, dell'impegno per la soluzione di un problema della comunità in cui vive, dell'utilizzo pieno e utile delle sue capacità personali che sconosce. Gli si deve mostrare il gusto che c’è nel dominare le proprie debolezze, la consapevolezza dei frutti a breve, medio e lungo termine che una indesiderabile rinuncia può portare.
Il Giovane deve essere aiutato a sentire nelle ossa e nella carne che ESSERE ONESTI E' FIGHISSIMO!
Bisogna investire le migliori risorse della parte sana e illuminata dell'umanità (la più fortunata) in questo processo educativo dell'altra parte meno fortunata !
Educatore deve essere la Maestra, il Catechista, il Politico, il Giornalista, il Genitore, il Personale Penitenziario, l’Amico, il Compagno di Lotta.
Occorre che tutti coloro che oggi sono animati da questa grande volontà di eliminare i mali della società, della politica, ecc. si pongano come obiettivo primario l'Educazione o la Rieducazione della società.
La Chiesa dice che chi fa i buchi verrà punito atrocemente ma solo dopo la Morte. Non dice “non farlo perché è stupido”, dice “non farlo perché pagherai”, non amministrativamente o penalmente come ti dice lo Stato ma con le pene inflitte alla tua anima già adesso che sei ancora in vita. Pressappoco la stessa cosa.
Nessuno dei due cerca di EDUCARE, nessuno dei due cerca di far vedere i VANTAGGI dell'agire corretto ma solo gli SVANTAGGI dell'agire egoisticamente!
Oltre a cambiare politici bisogna cambiare anche i gusti degli elettori.
Perché al di là dello scambio di favori, dell'attuale legge elettorale che non consente di scegliere un candidato, della scelta del male minore, gli eletti rappresentano, se non in tutto, una buona parte dei desideri degli elettori.
Se Berlusconi, Pomicino, La Russa, Mastella, D'Alema (per non citarli quasi tutti) venivano eletti anche quando c'era ancora il voto di preferenza è perchè moltissimi condividono i metodi corrotti e corruttori di questi signori, metodi tollerabili per arrivare a certi fini. E persino i fini indiscutibilmente ignobili di questi signori vengono condivisi dai loro elettori.
E poi bisogna INFORMARE veramente gli elettori, cioè informarli sulla VERITA', sui FATTI non manipolati.
Per educare il gusto degli elettori, cioè ciò che sia per loro desiderabile, "di gusto", di buon gusto, occorre innanzitutto Informarli correttamente, senza le manipolazioni ad opera degli eletti o degli aspiranti eletti.
Una volta che SANNO, che conoscono i fatti, i pro e i contro occorre ELEVARE il loro sentimento ETICO, i loro VALORI, aiutarli a comprendere che nella scala dei valori il profitto che è sempre più in testa a tutto, deve invece scendere, ma di parecchio, e devono ascendere l'Onesta, l'Agire Nobile, l'Ambiente, il SENSO CIVICO, e non solo per convenienza o per evitare l'autodistruzione, ma soprattutto perchè questo porta la VERA FELICITA', l'UNICA FELICITA' al posto di questa illusione di benessere, peraltro continuamente frustrato da delusioni, che deriva dall'agire Ignobile, Antietico, Incivile, Antiecologico, teso ad asservire il FALSO, Falsissimo valore del profitto economico che dovrebbe fugare tutte le Paure e regalare tutti i Piaceri e invece da secoli fallisce puntualmente nel conseguire questi risultati.
Restiamo sul pratico.
Come si deve procedere?
Si incomincia con il lavorare su se stessi. Si cerca di diventare Onesti, Intellettualmente Onesti.
Si interviene su coloro con cui ci si relaziona, invitandoli, spingendoli a diventarlo.
Come ci si deve comportare con gli altri Onesti, questo è facile.
Come ci si comporta invece con chi onesto non è, con chi rappresenta un problema per il fine comune del benessere che abbiamo descritto poc’anzi?
Ebbene, il nemico/l'avversario/la controparte non va vinto/umiliato/annientato/cancellato/disprezzato come invece avviene nella maggior parte dei casi.
Il nemico/l'avversario/la controparte va conquistato, con-vinto ! Non vinto!
Pubblicato da SR a 15:49 0 commenti
Etichette: buone ragioni per essere onesti, cos'è la felicità, il potere dell'esempio, la vera felicità, nobiltà, onestà, vizi e virtù
martedì 19 febbraio 2008
Così avremo un mondo stupendo
Amici,
pensate alle caratteristiche degli uomini che hanno cambiato il mondo, cambiato in meglio intendo dire.
Prendiamo ad esempio Gandhi, Gesù, Buddha, Socrate.
Cosa avevano di speciale? Dove risiedeva il loro potere di trasformazione?
L' Etica!
Erano uomini dall'etica pressoché ineccepibile.
Uomini che quando parlavano onoravano SEMPRE la VERITA', uomini sinceri fino all'osso, incorruttibili, coerenti, Onesti.
La Verità, il solido terreno su cui poggiavano li aveva affrancati da ogni tipo di Paura.
Non temevano niente, neppure la morte.
Ci sono uomini con questa Etica straordinaria al mondo d'oggi?
So che la tentazione di molti sarebbe di rispondere di no.
Eppure riflettendoci un pochino troviamo che, seppure
non esistono al momento in cui scrivo uomini della statura di quelli citati, di uomini Onesti è pieno il mondo, persino in Italia.
Forse durano poco in quanto vengono eliminati fisicamente, o per la loro natura poco incline all'egocentrismo e all'esibizionismo sono poco conosciuti. Eppure potrei fare un elenco di nomi.
Uno per tutti, vissuto nella nostra epoca, Giovanni Falcone.
Mi direte che auspicare un mondo dove tutti gli esseri umani raggiungano le vette dei nomi fin qui citati è impossibile.
Difficilissimo, questo è sicuro. Proprio tutti, ebbene sì, a questo stadio evolutivo è ancora impossibile.
Eppure vi porto una buona notizia!
Esiste una Via verso una condotta ineccepibile: la Capacità di Ammettere di Avere SBAGLIATO !
La chiamerei Onestà Intellettuale.
E' la capacità di rendersi conto di avere commesso un errore, sia in buona che in cattiva fede e di confessarlo, prima di tutto a se stessi e poi a coloro che hanno subito le conseguenze di quell'errore.
Guardiamo un attimo com'è attualmente la situazione predominante nel mondo e come sarebbe se una grande maggioranza di Uomini applicasse il principio dell'Onestà Intellettuale.
La premessa d'obbligo, come sempre, è che esistono le eccezioni e che ciò che descrivo sono le tendenze largamente predominanti.
Dal politico al cittadino, dal manager all’operaio, dal genitore al figlio, da una nazione all'altra, quando si commette un errore si pensa subito a camuffarlo, nasconderlo, giustificarlo, trasfigurarlo.
In breve, si mente!
E per coprire una menzogna bisogna inventarne un'altra e poi un'altra ancora. Finché si viene scoperti e allora, con le spalle al muro, si cerca di accusare gli accusatori i quali rincarano la dose e in un crescendo di ostilità si arriva alla situazione incancrenita a cui assistiamo.
Oppure risulta lampante che un’idea, una scelta, sia in pure in buona fede, si è rivelata sbagliata. Colui che ha avuto l’idea, che ha compiuto la scelta, si arrampica sugli specchi pur di non riconoscere che si è sbagliato. E in questa difesa ad oltranza mente agli altri e a se stesso, continua a sprecare risorse preziose, le proprie o quelle della comunità.
L'ultima cosa che viene in mente è pensare di ammetterlo, scusarsi e porvi rimedio.
Chiediamoci perché.
La risposta, in termini semplicissimi é: per Paura!
Paura di venire puniti.
La punizione essendo perdita di credibilità, perdita di denaro, perdita di un posto di lavoro, perdita di affetto, perdita di autorevolezza, perdita della libertà.
Perdita...
Oppure imbarazzanti rimproveri, brutte figure, derisione, denigrazione, linciaggio morale. Vergogna...
Paura.
Di una Perdita o di provare Vergogna.
Come si risolve la Paura?
Razionalizzandola o ricevendo delle Rassicurazioni sul fatto che la punizione non ci sarà o non sarà così terribile come si teme.
Razionalizzare la Paura di ammettere un errore vuol dire considerare l'ipotesi peggiore nell’ambito delle conseguenze e riconoscere che non è un motivo sufficiente per mentire.
Non lo è perché le conseguenze non sono una minaccia né alla propria dignità né alla propria sopravvivenza. Ovvio che ci sono casi in cui tale minaccia esiste, ma stiamo trattando di eventi ordinari nella vita di un Uomo.
Le Rassicurazioni devono giungere dai possibili castigatori.
E' chiaro che in un clima di diffusa consapevolezza che errare è umano e che ammetterlo, così come rimediare, sono auspicabili diventa molto più facile adottare l'ammissione dei propri errori come un'abitudine, finché diventa naturale come il cercare di riacchiappare un oggetto che ci fosse scivolato di mano.
Con la consapevolezza che tutti riconoscono a tutti il diritto di errare e all'indulgenza - sulla base della volontà di non mistificare gli errori ma di porvi invece rimedio - con questa consapevolezza sopraggiunge la Rassicurazione, l'agio nell'ammettere i propri errori, sia quelli in buona fede che quelli in mala fede.
E adesso immaginiamo un mondo dove la stragrande maggioranza degli Uomini trova naturale ammettere i propri errori e porvi rimedio. Un mondo dove si dice molto ma molto più spesso “Ho sbagliato” , “Mi sono sbagliato”, “Mi hai convinto, hai ragione tu, ho cambiato idea”.
Prendiamo i politici come primo esempio.
Il primo errore che molti di loro dovrebbero confessare è quello di essere stati Disonesti, dediti più all’interesse personale che a quello richiesto dall'incarico rappresentativo che i cittadini gli hanno conferito.
Supponiamo che tutti si fossero messi d'accordo per avere clemenza gli uni degli altri in modo da rendere possibile questa ammissione di colpa.
Non ci sarebbero quindi linciaggi ma piuttosto onore al gesto coraggioso se accompagnato da una serie di atti riparatori.
Immaginate un Parlamento in cui tutti avessero chiesto la parola per ammettere pubblicamente le loro malefatte come pure gli errori di giudizio commessi in buona fede, la Paura che gli ha impedito di farlo prima, la stessa Paura che li ha spinti a essere avidi di denaro e di potere, bugiardi.
Nessun fischio, solo silenzio, un ordinato susseguirsi di confessioni, pentimento e propositi ben dettagliati di rimediare.
L'indomani e nei mesi a venire ognuno restituisce il maltolto, ripara i danni fatti, sia con la restituzione di ricchezze illegittimamente acquisite che con le energie personali.
Per i reati più gravi soltanto delle pene detentive, ma assai brevi o pesanti multe pecuniarie.
Pene severe, intese a proteggere la comunità sana da quella malata, solo per i bugiardi irriducibili, non ancora disposti a porre rimedio o che malgrado la buona volontà ricadessero nella debolezza umana di atti altamente nocivi alla sopravvivenza e alla convivenza armoniosa dei più.
Dopo questo periodo di "riparazione" coscienziosa, nobile ed esemplare la maggioranza e l'opposizione sarebbero contrapposte solo perché rappresentanti di idee diverse sul come giungere al medesimo obiettivo. Sì, perché al contrario di adesso, l'obiettivo sarebbe il medesimo per tutte le parti, cioè a dire il benessere comune, nazionale e mondiale, per gli uomini, per gli animali, per le piante, per la Terra tutta.
Un benessere che non solo non è soltanto di tipo economico, ma dove la componente economica non è neppure prioritaria.
Cinque anni (una legislatura) si proverebbe in un modo e se quel modo non fosse piaciuto a causa di risultati conseguiti poco soddisfacenti (o non conseguiti affatto), si proverebbe nell'altro modo. E i modi possono essere anche più di due soltanto (bipolarismo).
Tuttavia poiché sempre di esseri umani si tratta, fortemente inclini a debolezze ed errori, si verificherebbero nuovamente episodi di corruzione, nepotismo, ecc.
Però, adesso, in questo clima di diffusa onestà intellettuale o il reprobo si rimetterebbe subito sulla retta via o, scoperto, non cercherebbe nemmeno di coprire i propri atti con menzogne ma ammetterebbe con contrizione le malefatte e porrebbe rimedio, premiato nuovamente con indulgenza penale (non certo quella amministrativa). Naturalmente sempre che non abbia commesso o favorito omicidi o altri gravissimi crimini.
E nelle famiglie, cosa succederebbe nelle famiglie laddove si comincia a dire “Ho sbagliato”, “Mi sono sbagliato”?
Proviamo a immaginarlo…
I figli direbbero “non ho studiato perché non ne ho avuto voglia” anziché dire “non avevo compiti”. Direbbero “il mio ragazzo vuole fare sesso ma io non so se me la sento” oppure “ho fatto sesso” anziché “sono stata dalla mia amica” e poi essere soli a decidere su come gestire le loro incertezze.
Saprebbero che i genitori anziché porre restrizioni o peggio, punizioni corporali, dopo una prima umanissima reazione di autoritarietà, di biasimo, si scuserebbero e si metterebbero al servizio dei loro figli con la loro esperienza. Correrebbero il rischio di doverli soccorrere in seguito ad una scelta errata dei figli anziché privarli della loro libertà al solo scopo di starsene tranquilli (chiaramente entro i limiti della ragionevolezza e del dovere di proteggerli da pericoli certi).
In questo clima i figli ammetterebbero le loro debolezze, chiederebbero aiuto riguardo ai loro problemi anziché occultarli.
E tra partner?
E negli ambienti di lavoro?
E per la strada?
E nei rapporti coi vicini?
E tra una nazione e l’altra?
E tra il cittadino e lo Stato?
Volete aiutarmi ad immaginare questi scenari?
Vi chiedo di illustrarli nei vostri commenti, immaginiamoli insieme.
Pubblicato da SR a 13:44 0 commenti
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